Oi
Su Google Fonts ben 1372 serie di caratteri sono catalogate Loud nella categoria Feeling.
Il primo della lista è l'Oi, di Kostas Bartsokas, dove le controforme, ossia il bianco che penetra tra i tratti delle lettere, è ridotto a linee sottilissime.
E' un carattere pesantissimo. Nella i il punto è così grande che va a fondersi con l'asta, lasciando solo uno spicchietto di luna da un lato a ricordare che in origine le due forme erano separate.
Nella lettera g per rendere pesante anche l'orecchio si arriva a deformare il tratto che dovrebbe essere circolare.
Nella descrizione si dice che questo font fa parte del genere ultra-fat e si ispira allo Ionic di Caslon, 1844 e al Clarendon della fonderia Fann Street, 1845.
Non si tratta di un revival ma di una reinterpretazione fantasiosa.
Un font del genere serve ad attirare forzatamente l'attenzione delle persone, come se il messaggio fosse gridato.
Su Fonts In Use nel nome viene incluso anche il punto esclamativo.
La data di rilascio è il 2017 per Intelligent Design.
Gli usi segnalati sono due.
I caratteri simili sono: Beastly, Blenny, Daisy, Mighty Slab e Salsero.
Nel punto esclamativo succede qualcosa di simile a quello che abbiamo visto nella i: il punto si fonde col resto del glifo.
Le segnalazioni totali sul sito relative a Kostas Bartsokas in tutto sono 33.
Il font più segnalato è di gran lunga l'Averta, con 21 usi. Il Commissioner è notevolmente staccato, a quota 3.
A 2 troviamo oltre all'Oi il Futura 100 e il Canicule Display.
Il Futura 100, come suggerisce il nome, è una versione digitale dei caratteri disegnati da Paul Renner, rilasciata a settembre dell'anno scorso.
Due usi segnalati.





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