Dargon

Sul sito di Type Together è in evidenza il Dargon, un font "epico" adatto ad evocare un contesto fantasy. 

La prima cosa che si nota nell'anteprima del nome è la forma della d, molto medievale: è all'incirca una o da cui spunta un tratto orizzontale che si allunga a sinistra, anziché verticale come avviene nelle minuscole moderne. 

Anche la a è molto medievale, con un tratto obliquo da cui spunta una pancia sul lato sinistro. 

Tutte le lettere del nome hanno la forma delle minuscole, tranne la R che ha la forma della maiuscola. 

Col font è stato rilasciato anche un trailer di trenta secondi, che dà un assaggio delle numerose varianti presenti, solo per la lettera E

La famiglia infatti comprende cinque stili di onciale, ognuno dei quali chiamato col nome che evoca un incantesimo: Ignis, Limen, Mutatio, Oculus, Aegis e Umbra. 

Il sito mostra numerosi specimen statici. La a come quella che abbiamo visto nell'anteprima si trova nella versione Mutatio. Nelle altre versioni la stessa lettera ha la forma della maiuscola: nel Limen non ha grazie al vertice superiore, nell'Ignis ha una scampanatura come quella delle estremità inferiori. Nell'Oculus il tratto centrale della lettera è a V, nell'Aegis i due versanti della lettera si incurvano verso l'esterno, nell'Umbra c'è un tratto orizzontale che sovrasta la lettera. 

Alcune lettere sono uguali in tutti i font o hanno lievi variazioni: la L è sempre la stessa, la C anche, tranne nell'Umbra dove ha una grazia all'estremità superiore. 

Altre lettere invece cambiano parecchio da una versione all'altra. Vedi la E che nel Limen ha la forma a linee rette tipica delle moderne lettere stampatelle, nell'Ignis e nell'Aegis è una C con trattino centrale aggiunto, nell'Umbra pure ma con grazie che si fondono in un unico tratto verticale che chiude la lettera a destra, nell'Oculus ha un angolo rretto e uno incurvato, nel Mutatio ha la forma della minuscola medievale. 

Anche la M cambia parecchio: può avere la forma della stampatella a fianchi paralleli, della stampatella antica coi fianchi divergenti, la forma di cuore, la forma di cuore con grazie, la forma della minuscola o la forma a tre gambe. 

La T può avere la forma a croce o a gambo curvo. 

Oltre a questi stili fantasia da usarsi soprattutto per i titoli, esiste uno stile più classico che può essere usato per i testi più lunghi, disponibile in cinque pesi, da Regular a Extrabold, coi relativi corsivi, per un totale di quindici font diversi. 

Lo stile per i testi lunghi inoltre è disponibile anche in versione variabile, così come il suo corsivo, per poter regolare a piacimento il peso magari creando qualche animazione. 

Il Regular costa una cinquantina di dollari, ciascuno stile fantasia costa 36 più spicci, un font variabile viene venduto a 136 più spicci. 

I 6 font onciali vengono venduti a quasi 160 dollari. 

I prezzi sono per la licenza desktop per un utente. Chiaramente possono variare a seconda delle esigenze: chi vuole anche il web font si vede scontato il prezzo della licenza desktop a 27 dollari e spicci, a cui si aggiungono 36 dollari e spicci per siti con meno di 10 mila visualizzazioni mensili. Totale 63 più spicci. 

Mi pare di capire che la licenza web preveda il pagamento one-time: l'utente che ha pagato è poi autorizzato all'uso perpetuo di quel font, a quelle condizioni. 

Il trailer è stato caricato su Youtube quattro mesi fa. 

Ha totalizzato solo 76 visualizzazioni, dice la piattaforma, e zero commenti. 

Youtube non lo collega con nessun video che riguarda font e design, ma solo con video spazzatura, tra cui uno che mostra la lapide del regista Ron Howard, che non è ancora morto. 

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