La tipografia dinamica e i titoli dei film
10 anni fa un utente di Youtube, Albert Sanz, ha caricato un video di quasi due minuti e mezzo con qualche esperimento di tipografia dinamica.
Mentre una voce fuori campo spiega i concetti, le parole usate compaiono sullo schermo, ma con animazioni sempre diverse. L'occhio dello spettatore è catturato dal movimento delle lettere, in questo modo l'attenzione si fissa sui concetti chiave di cui si sta parlando.
La tipografia è nata per essere statica. Negli anni Cinquanta la si inizia a usare insieme alla musica, e ad animare in qualche modo i caratteri. Ad esempio si iniziano a far scorrere i titoli di coda di un film, anziché presentarli una pagina alla volta, ma soprattutto si lavora di più sulle sequenze di apertura dei film, dove il testo inizia a interagire con immagini o disegni realizzati apposta.
L'informatica ha dato vita a nuove possibilità: se prima per distorcere una scritta bisognava ingaggiare un disegnatore, adesso i font digitali possono essere distorti a piacimento, oltre che traslati e ruotati. Possono anche essere fatti a pezzi, smontando le singole lettere.
Il video è un po' vecchiotto, non fa nessun riferimento diretto ai font variabili, che si prestano bene ad essere animati visto che le lettere possono allargarsi e restringersi senza mai perdere le proporzioni ideali, e i tratti possono appesantirsi o alleggerirsi a piacimento. In alcuni casi il disegnatore di font variabili ci aggiunge altri assi a piacimento, dando la possibilità al grafico di visualizzare lettere che si disegnano gradualmente, o che si sporcano o ripuliscono o frammentano.
Il filmato di Sanz è un bell'esercizio da fare per imparare a usare gli effetti di un programma di animazione. Il testo viene scritto lettera per lettera, il vento lo spazza via, compare altro testo dal nulla, viene ingrandito, ruota. Le lettere si muovono a onda, vengono stampate gradualmente, cadono giù una alla volta, si allontanano dall'osservatore, si sciolgono come un'aspirina.
L'unico nome che viene fatto è quello di Saul Bass, presentato come uno dei pionieri in questo ambito.
Secondo Wikipedia, Bass è stato un "illustratore statunitense". "Realizzò loghi per celebri aziende ma soprattutto è ricordato per aver fatto diventare le locandine e i titoli di testa una forma d'arte".
L'enciclopedia nella versione italiana contiene un intero paragrafo intitolato "La nascita dei titoli di testa", in cui racconta che prima di Bass i titoli di testa erano considerati soltanto un riempitivo, una serie di scritte che presentavano titolo, attori e tecnici che avevano lavorato al film, ma che venivano guardati distrattamente dal pubblico che aspettava che iniziasse il film vero e proprio e magari si attardava a comprare i popcorn.
Lui invece riuscì ad individuare le potenzialità creative che c'erano, presentando le scritte in maniera tale da instaurare un'atmosfera speciale e inedita in sala, introducendo al clima del film, facendo diventare i titoli di testa simboli dell'opera, elementi in grado di fornire una chiave di lettura al film, anche evocando qualcosa che non è inserito nella trama successiva.
Il film simbolo di questa innovazione è Anatomia Di Un Omicidio, 1959.
Wikipedia mostra la locandina del film, dove riconosciamo elementi citati in maniera diretta dal film di Sanz. C'è un corpo umano disegnato rozzamente in varie parti, e le scritte vengono sovrapposte alle parti del corpo.
L'enciclopedia dedica un intero paragrafo ai titoli di testa di questo film.
La musica scelta era un brano di Duke Ellington.
La locandina era a colori, e il fondo dell'immagine è giallo, mentre il film era in bianco e nero.
Bass non aveva a disposizione tutti gli effetti che abbiamo visto nel video di Sanz, e le scritte che inserisce sono tutte statiche: compaiono all'improvviso in un posto e rimangono ferme lì.
Tuttavia interagiscono con gli elementi disegnati, che a volte entrano in scena scorrendo.
Le parti del corpo sono molto stilizzate, praticamente ottenute ritagliando in maniera rozza un cartoncino nero.
Diamo un'occhiata al video.
A un certo punto, su fondo grigio compare una gamba. Improvvisamente ci compare sopra il nome di uno degli attori, in bianco, caratteri senza grazie maiuscoli. Poi compare un'altra gamba affiancata alla prima, in orizzontale. Sparisce il primo nome e ne compare un altro nella seconda gamba. La prima gamba scompare.
La seconda gamba scorre via verso destra. Una mano entra nell'inquadratura da sinistra, e di colpo su di essa compare il nome dell'attore. Poi scorre via. Poi c'è solo una mano, col nome, poi solo una gamba, col nome.
Poi arriva una lista di nomi allineati a sinistra, verso cui si protende prima un braccio, poi anche un altro, entrati da destra.
A quanto pare questi titoli di testa sono diventati una pietra miliare nella storia del design, facilmente riconoscibili da chi lavora nel settore, e sono stati di ispirazione per chi è arrivato dopo.
Su due piedi a me vengono in mente i titoli di apertura del film Grease del 1978, che mi hanno sempre colpito perché sono a cartoni animati mentre il film non è un cartoon.
I disegni animati raffigurano alcuni dei personaggi in maniera stilizzata e in pose diverse da quelle che si vedranno in seguito.
Si comincia con una goccia di brillantina che esce dal tubetto e diventa la parola "Grease", con lettere che si muovono al ritmo di musica, con la G e la S che si allungano in basso per adattarsi al profilo di una macchina, prima di fondersi di nuovo insieme in una goccia di brillantina che viene spalmata tra i capelli di John Travolta.
La scritta Grease era stata realizzata appositamente da un disegnatore, così come i nomi degli attori.
John Travolta è scritto in lettere rosse dal contorno nero, coi tratti scampanati alle estremità, seguito da "as" scritto in minuscolo e "Danny" di nuovo in maiuscolo, stesso stile ma in colore più scuro.
La scritta non si muove, ma non compare di colpo bensì in maniera sfumata.
Mentre i personaggi animati si muovono, ci sono altre scritte che compaiono qua e là, ad esempio "sick, sick, sick", una parola per volta, in verticale, accanto a una persona.
I nomi degli attori che fanno parte delle varie gang e quelli dei tecnici vari compaiono integrati nel paesaggio, scritti su grossi cartelloni tra un palazzo e l'altro mentre i ragazzi sfrecciano sulle loro macchine per la strada.
Parlando di scritte che assumono le forme delle macchine, mi viene in mente il loro del Maggiolino Tutto Matto.
Nei titoli del film del 1969, il titolo "The Love Bug" compare nei tipici caratteri gommosi dell'epoca, inizialmente stretti e alti, coi tratti orizzontali superiori e inferiori di spessore sproporzionato, dopodiché la scritta si adatta per assumere il profilo di un Maggiolino.
In questo caso le immagini che scorrono sono riprese di repertorio di una corsa allo sfascio, e le scritte sono statiche. Tuttavia queste ultime non sono disposte in orizzontale: sono curvate, ondulate, con lettere di altezza che varia gradualmente, con asse verticale che si inclina a sinistra o a destra... Effetti che non era possibile ottenere con un rigido carattere tipografico e che hanno richiesto il lavoro di un disegnatore.
Le lettere sono tutte maiuscole, ad eccezione della i che è bassa ma sovrastata da un grosso puntino tondo.
L'anello di congiunzione con la trama del film lo otteniamo nell'ultima inquadratura, quando una delle macchine si cappotta e dal rottame viene fuori il protagonista del film.
Tra l'altro la cosa che mi colpisce è che il numero sulla fiancata, 4B, è realizzato palesemente a mano. Nelle corse moderne non solo si usano caratteri tipografici per stampare gli adesivi col numero da attaccare sulle macchine, ma in alcune discipline come la Nascar ogni pilota può scegliere il font per il suo numero e trasformarlo in un logo, con tanto di colori e decorazioni varie. Lo stesso avviene nella Moto GP.
Chiedo a Youtube di consigliarmi i titoli di testa di film particolarmente iconici.
Me ne consiglia vari, tra cui quelli de Il Buono Il Brutto E Il Cattivo.
Diamoci un'occhiata: una macchia di sangue su fondo bianco, fissa, dentro cui si vede in bianco il profilo di un uomo a cavallo che cavalca, in movimento.
Sparisce il cavaliere, si aggiunge un'altra macchia con un altro uomo che cavalca. Sparisce l'uomo, si aggiunge una terza macchia che trasforma il sangue in una pozza, con un uomo che cavalca.
Si aggiunge sangue, il fondo diventa rosso, un cavaliere in nero cavalca in primo piano.
Una fucilata lo fa esplodere, compare in nero una scritta concepita come su un poster ottocentesco, quando per il testo di ogni riga si usava un font diverso. Ci sono anche due decorazioni tipografiche in apertura e in chiusura".
"Un film prodotto" è in caratteri serif, "da" è in lettere larghissime, "Alberto Grimaldi è in stile tuscan, "per la" è in bianco dentro una cornice nera", "PEA" è scritto in lettere larghe con grazie rettangolari e spaziate tra di loro, "Produzioni Europee Associate" è scritto in maiuscolo italico.
Va via il rosso, un pennello colora il fondo di nero, su cui compare la faccia di Clint Eastwood, e un altro colpo di pistola fa apparire di colpo una macchia bianca dal fondo sporco che copre l'immagine, su cui è visualizzato il nome dell'attore. Il nome è in stile tuscan, con grazie che spuntano a destra e sinistra a centro lettera, il cognome è in un french clarendon, dove i tratti orizzontali superiori e inferiori sono molto più spessi degli altri.
Lettere leggere e larghe.
Per gli altri protagonisti lo schema è lo stesso: si stende l'inchiostro, compare la faccia, colpo di pistola ed ecco il loro nome scritto usando caratteri ottocenteschi in diversi stili tuscan.
Arriviamo al titolo: fondo rosso, il contorno bianco di un uomo a cavallo si muove in alto da destra a sinistra, un cannone nero compare in basso, spara una cannonata, il cavaliere esplode e al suo posto compare la scritta "Il buono,", stile tuscan con grazie a bottone.
Una riga sotto c'è un cavaliere che entra da sinistra, cannonata e di colpo compare la scritta "Il brutto,", caratteri dalle grazie pressoché triangolari.
Il terzo cavaliere entra da destra, cannonata, compare scritto "Il cattivo.", stile tuscan con grazie biforcute ma slab.
Si continua nello stesso modo. Inchiostro, fotografie che si vedono e non si vedono, scritte che compaiono all'improvviso, in font sempre diversi, senza il suono degli spari, adesso.
Bello.
La dicitura "Titoli Lardani" compare solo per un istante, e non la nota nessuno. I commenti parlano dell'interpretazione degli attori o della colonna sonora di Ennio Morricone.
"Regia Sergio Leone" compare con tre cannonate diverse, sempre bianco su fondo rosso.
La parola "Sergio" è scritta in caratteri tuscan con la parte superiore divisa da quella inferiore, grazie biforcute a goccia ma non sempre.
La parola "Leone" ha lettere con lunghi tratti orizzontali sopra e sotto e piccole grazie a punta a mezza altezza.
Tra le scene d'apertura iconiche Google ricorda quella di Star Wars del 1977.
Anche qui c'è un po' di tipografia dinamica. L'inizio non promette bene: c'è solo una scritta in caratteri sans serif, blu su fondo nero, in minuscolo: "A long time ago in a galaxy far, far away...". Segue il logo, ossia la scritta Star Wars con le due legature ST e RS, lettere outline gialle, che si allontana su un fondo nero stellato.
Poi parte la colonna sonora epica, e un lungo testo in caratteri sans serif inizia a scorrere a partire dal basso, ma su un piano in prospettiva che fa allontanare sempre di più le prime righe nello spazio profondo.
"It is a period of civil war. / Rebel spaceships, striking / from a hidden base, have / ..." eccetera eccetera.
Un paragrafo di sei righe, poi uno di otto con le parole "Death Star" scritte in maiuscolo, poi un altro di sette.
Si allontana e scompare in profondità.
A questo punto l'inquadratura si abbassa e mentre le stelle si spostano verso l'alto compare una luna. Poi ne compare un'altra. Poi compare l'orizzonte di un pianeta visto da altissima quota. Poi i razzi posteriori di una navicella che si allontana. Poi un'enorme astronave fa il suo ingresso dall'alto, occupando la metà superiore dello schermo.
Epico.
Tra i film più recenti, Google consiglia i titoli di testa di Se7en, 1995.
Qui in mezzo a immagini notevolmente inquietanti compaiono scritte realizzate in senza grazie sporchi, o in handwriting, non caratteri ma scrittura a mano, mi sembra, con glitch e disturbi vari che fanno ballare le scritte sullo schermo in maniera tale da mettere ulteriormente a disagio lo spettatore.
Invece il film più antico tra quelli consigliati dall'AI Overview di Google è Vertigo, 1956.
Si comincia col dettaglio del viso di una donna nella penombra, in bianco e nero. L'inquadratura si sposta sulla bocca e compare il nome del protagonista, James Stewart, slab maiuscolo outline in bianco, con suono di ottoni ad aumentare l'ansia.
La scritta non compare di colpo, ma arriva allontanandosi dall'osservatore per rimanere poi fissa tra naso e bocca. L'inquadratura si sposta sugli occhi, che guardano a destra e sinistra di prima di fissarsi sull'osservatore, nuovo squillo di tromba ed ecco arrivare il nome di Kim Novak.
Inquadratura sull'occhio, squillo di tromba, scritta "in Alfred Hitchcock's".
Si zooma sull'occhio, che si spalanca in maniera inquietante mentre la sfumatura diventa rossastra (quindi non è un film in bianco e nero!), compare il titolo Vertigo al centro dell'occhio che si avvicina sempre di più all'osservatore allontanandosi verso l'alto e lasciando poi una spirale bluastra che gira al centro della pupilla, ingrandendosi sempre di più.
Le altre scritte che compaiono sono statiche, ma continuano a girare sul fondo nero spirali varie in blu o verde, una dopo l'altra.
Si torna infine all'occhio della donna, con il nome del regista che compare in piccolo al centro e si ingrandisce sempre di più.
Subito dopo questo video, Youtube mi fa partire, senza che gliel'abbia chiesto, i titoli di testa di Forrest Gump. Qui l'inquadratura segue una piuma che svolazza, in un unico piano sequenza, prima di andarsi a posare ai piedi del protagonista, con musica sognante realizzata con pianoforte e orchestra.
Dal punto di vista tipografico non c'è niente di particolare, i nomi compaiono in caratteri serif, con lettere minuscole, bianco con lieve contorno nero a centro schermo, dissolvenza in apparizione e in scomparsa, ma fermi.
Roba da studiare, sicuramente, per gli appassionati di cinema, ma la tipografia qui passa quasi inosservata.
Non ho ancora detto niente contro l'intelligenza artificiale oggi. Strano. Beh, apro la home page di Youtube e cerco "opening scene", per vedere se trovo qualche altro spunto. Una parte consistente dei risultati sono semplici clip dei film che ho citato finora e non hanno nulla a che vedere con le parole contenute nella nuova ricerca.
Utilissimo.
Comunque dato che ho visto l'apertura di un film di Hitchcock, Google me ne consiglia un'altra: quella di Psycho.
Qui la tipografia conta perché le parole compaiono in grigio su fondo nero. Ma è interessante vedere come compaiono: ogni scritta è scomposta in tre righe orizzontali, una con la parte superiore, una con quella inferiore e una con quella centrale.
Musica inquietante, sul fondo grigio arrivano da destra tante righe orizzontali nere ugualmente spaziate. Su una di queste ci sono dei segni strani che il cervello dello spettatore si sforza di interpretare. Un po' più sotto ne compare un'altra, ma la scritta è ancora indecifrabile. Solo alla fine compare l'ultima, che contiene la parte centrale delle parole, che in questo caso sono nome e cognome del regista.
Lo schermo viene invaso di colpo da tante righe grigie che entrano da destra portandosi dietro la parte superiore e inferiore di altre lettere, poi tornano fuori a destra mentre da sinistra entra la parte centrale delle lettere e si legge il titolo del film, "Psycho".
I nomi successivi vengono scomposti da righe verticali.
Poi è sempre una sorpresa per quanto riguarda le linee grigie che possono entrare e uscire da destra, da sinistra, da sopra, da sotto, come pure le scritte entrano e escono scorrendo in orizzontale da un lato, dall'altro, o da entrambi.
Non c'è una sola immagine in tutta la sequenza, la tensione viene creata solo dalla tipografia e dalla musica.





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