Offset + letterpress
Due anni fa su Youtube Jukebox Print ha caricato un bel video in cui mostra tutto il processo di stampa di una cartolina natalizia speciale, realizzata combinando letterpress e offset.
Quella che il video chiama letterpress è la prima tecnica tipografica ad essere stata inventata, la rilievografia, che si basa sulla presenza di elementi in rilievo che se inchiostrati permettono di stampare sul foglio, e se premuti forte lasciano anche la loro impronta sul cartoncino.
La tecnica precede l'invenzione del torchio tipografico e dei caratteri mobili da parte di Gutenberg, a metà del Quattrocento: già in precedenza si stampava premendo il foglio contro una tavoletta di legno col disegno o la scritta in rilievo.
La letterpress è stata la principale tecnica di stampa fino al Novecento, quando è stata sostituita da altre tecniche, come per esempio l'offset. Questa si basa su un altro principio, quello della planografia. Sulle lastre offset non sono presenti elementi in rilievo. L'inchiostro lega solo con alcune parti della lastra sulla base di uno specifico principio fisico. La lastra trasferisce l'inchiostro su un rullo di gomma che a sua volta lo trasferisce sul foglio. Il fatto di usare la gomma permette di adattare la superficie del rullo a quella del foglio e dà una qualità maggiore. Ma non rimane nessuna orma sul foglio, per cui non si possono ottenere effetti particolari come quello che vediamo qui.
L'idea alla base di questo biglietto di auguri è infatti quella di presentare tanti personaggi che stanno in una posa gioiosa orientati ciascuno in maniera diversa. Sono ritratti mentre muovono braccia e gambe, lasciando un'orma sul foglio di cartoncino bianco. Intorno a loro, nel bianco, si vedono tante altre orme incavate, quelle dei passi che hanno fatto per arrivare dove si trovano.
L'osservatore capisce così che quell'immagine rappresenta una foto scattata dall'alto ai vari personaggi, che hanno camminato su una superficie coperta da neve fresca e vi si sono sdraiati, muovendosi felici.
Al centro dell'immagine compare la scritta "Happy Holidays!", rosso, sans serif, tutto maiuscolo.
Il biglietto in cartoncino si piega in due, e dentro c'è un altro messaggio scritto in nero.
La stampa a colori è stata fatta con una moderna pressa offset, ma l'impronta sul cartoncino poteva essere lasciata solo da elementi in rilievo: si è usata quindi una vecchia platina per la letterpress.
Il filmato si apre con l'impressione delle lastre offset. Per fare un disegno a colori è necessario scomporre l'immagine disegnata al computer nelle sue componenti principali, ossia i quattro inchiostri con cui normalmente si stampa: ciano, magenta, giallo e nero. Per fare questo è necessario un software che esegue l'operazione automaticamente.
Le quattro lastre vengono montate a mano sulle varie componenti di una Heidelberg Speedmaster. Su ogni componente viene caricato un colore primario quindi basta un solo passaggio del foglio per eseguire la stampa del disegno. Da un lato vengono messi i fogli bianchi, su cui la macchina stampa i colori uno dopo l'altro, restituendo dall'altro lato il prodotto finito.
E' importante che la quantità di inchiostro disponibile sia presente su tutta l'estensione del foglio e soprattutto che le varie impressioni successive si sovrappongano nella maniera più accurata possibile.
Ci sono dei controlli delle regolazioni da fare. Per questo sono disponibili dei quadratini coi colori primari su tutta l'estensione del foglio. Il tipografo ha una lente di ingrandimento speciale con tanto di lucina incorporata per osservare i dettagli, e anche uno strumento elettronico particolare con cui verificare la qualità del colore.
Le regolazioni vengono fatte su un display elettronico.
Su ognuno dei grandi fogli usati dalla tipografia vengono stampati vari esemplari del biglietto, che poi devono essere separati tra di loro usando una ghigliottina, come pure bisogna eliminare i quadratini coi colori primari, che non devono comparire sul biglietto ma servono solo al tipografo per verificare la qualità.
Ciascun taglio viene gestito manualmente dall'operatore: non c'è una catena di montaggio robotizzata qui.
A questo punto si passa alla seconda fase del progetto, quella che prevede l'uso di una platina Original Heidelberg, soprannominata in inglese Windmill, mulino a vento, per via del movimento circolare che fanno i bracci incaricati di prelevare e rimuovere i fogli.
Qui non si lavora coi colori primari, ma con quelli Pantone. Il tipografo deve scegliere il colore che vuole usando un apposito catalogo. Associata ad ogni sfumatura c'è una ricetta con le percentuali dei colori da mescolare insieme per ottenerla. Non si tratta dei colori primari, ma di tonalità preparate dal fabbricante.
Il tipografo prende questi colori pastosi con una spatola, li deposita sul piano nelle quantità previste, mischia il tutto e poi lo applica sui rulli della pressa.
Il disegno in rilievo è stato realizzato su una lastra preparata da un apposito laboratorio. Le forme rialzate sono tutte quelle delle orme lasciate sulla neve, che in questo caso devono essere inchiostrate di un grigiolino chiaro per dare l'idea che sono un po' in ombra.
La lastra deve essere posizionata in maniera estremamente accurata perché deve sovrapporsi esattamente al disegno già presente sui biglietti.
Non ci sono display elettronici qui: tutte le regolazioni devono essere fatte a mano, spostando la lastra, i fermagli del foglio, o con un cacciavite.
Anche la scritta "Happy Holidays!" deve essere incavata nel foglio, quindi anche questa viene aggiunta in letterpress, stavolta con un inchiostro rossastro ottenuto impastando insieme un rosso scuro con un bianco.
Dopo questo nuovo passaggio non resta altro che piegare in due il biglietto e imbustarlo.
In descrizione vengono fornite informazioni su dimensioni, colori usati e carta (Neenah Cotton Paper).
Per qualche motivo i video di questo canale non vengono elencati nella home page del canale stesso. Per arrivare qui ho semplicemente seguito i video consigliati da Youtube accanto a qualche filmato di argomento simile.





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