Store?

La o barrata sull'edizione cartacea di Repubblica di ieri. Una lettera che non è comune vedere stampata su un quotidiano, ma che evidentemente è supportata dal font in uso.

Il premier norvegese Store è finito in questi giorni sui giornali italiani per avere rivelato che un volo di Zelensky è stato ritardato in quanto possibile bersaglio di un drone, in occasione del viaggio che il presidente ucraino ha fatto per partecipare ai funerali del re Harold V. 

Ma il premier norvegese si chiama Store? In realtà no: al posto della o c'è una o barrata che non fa parte dell'alfabeto italiano ma di quello norvegese. 

E' una cosa strana? Beh, normalmente i giornali sono abituati a traslitterare i nomi stranieri. Quando succede qualcosa in Russia, Cina, Giappone, Grecia, Israele, India, Arabia Saudita leggiamo i nomi di persone e località nel nostro alfabeto, non in quello locale. Quindi si potrebbe pensare che il font in uso dovrebbe essere in grado di supportare solo le 26 lettere maiuscole e minuscole italiane più le 5 vocali accentate, maiuscole e minuscole, coi due accenti. 

Tuttavia a quanto pare in qualche caso è opportuno avere anche qualche altra lettera straniera, se si tratta della variante di una lettera latina. 

La o barrata viene chiamata da Font Space "Latin small letter o with stroke", il suo valore Unicode è U+00F8, che si trova nel blocco Latin-1 Supplement che va da U+0080 e U+00FF. 

Si tratta di un blocco di 128 glifi in cui troviamo anche le nostre lettere accentate. Dovendo fornire il supporto per la lingua italiana, un qualunque disegnatore non si limita a realizzare soltanto le lettere presenti sulle tastiere italiane, ma tende a realizzare tutte quelle del blocco, tanto la forma base della lettera già c'è, si tratta solo di disegnare i diacritici, fissare i punti di ancoraggio e l'assemblaggio avviene automaticamente in molti casi. 

In questo blocco troviamo sei versioni della A (accento grave, acuto, circonflesso, tilde, dieresi e con anello), più la legatura AE, la C con la cediglia, quattro versioni della E, della I e della U (accenti grave, acuto, circonflesso e dieresi), cinque della O (c'è anche la tilde), le lettere per le due diverse pronunce di th nelle lingue nordiche, la N con la tilde che si usa in spagnolo, la Y accentata, la doppia S tedesca (che somiglia a una B o una beta). Tutto ciò ovviamente sia in versione maiuscola che minuscola.

Resta spazio, nella prima parte del blocco, per parecchi simboli, tra cui quello dell'euro, del centesimo, dello yen e della sterlina, le virgolette, i puntini sospensivi, varie lettere con diacritici, il simbolo del per mille, qualche trattino, il marchio registrato, il punto esclamativo capovolto e qualcos'altro. 

Visto che il valore Unicode di tutti questi simboli è minore di 256, questo significa che possono essere salvati in memoria usando un solo byte ciascuno. Questo avviene se si utilizzano le codifiche ISO 8859-1 o Windows-1252. 

In UTF-8 i valori tra U+0080 e U+07FF vengono codificati in due byte.

L'ASCII invece è una codifica che arriva fino a 128 (7 bit) e quindi non contiene lettere accentate, almeno nello standard condiviso, mentre le estensioni a 8 bit possono variare da Paese a Paese.

Ok, ma tutto questo interessa solo gli addetti ai lavori, giusto? Non proprio. Anche il sito dell'Ansa ha riportato la notizia che riguarda il premier norvegese. Solo che nell'articolo viene chiamato "St>re". 


Alcuni siti hanno scritto il nome di Store usando una o normale. L'Ansa invece ha toppato in pieno, schiaffandoci il simbolo maggiore di. Non dovrebbe trattarsi di una scelta volontaria, ma di una semplice conversione automatica decisa dal software nel passaggio del testo da un sistema editoriale all'altro.


Non era meglio, in assenza di o barrata, metterci una o normale? 

Sì, ma è possibile che questa strana sostituzione sia stata aggiunta in automatico trasferendo la scritta da un sistema all'altro.

Tra l'altro, guardando nel codice il nome risulta "St›re", perché viene inserita la sequenza "›" per non confondere il simbolo "maggiore di" che serve per chiudere i tag HTML con quello che deve comparire nel testo. 

Il sito del Fatto Quotidiano e di Open scrivono il nome del premier norvegese con la o barrata, mentre Il Giornale Di Brescia e Virgilio Notizie preferiscono usare una o normale. 

Anche perché in effetti nessuno in Italia sa che differenza c'è tra le due lettere, nella pronuncia. 

Scrive Wikipedia che la lettera nasce dalla legatura usata in tipografia per il dittongo oe, rappresentato fino ad allora dalla runa ethel

Oggi la lettera è un monottongo e una vocale anteriore semichiusa arrotondata. In pratica una via di mezzo tra o ed e. "Si ottiene mettendo le labbra come per pronunciare la o e pronunciando invece la e". 

Ora che lo sapete, esercitatevi a pronunciare correttamente il nome del premier norvegese.

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