Gumi Font Symbols

Il font più scaricato di ieri nella sezione Simboli/Bambini di Dafont è l'Hello Kitty, di Woodcutter, 263 download. 

Ritratti del noto personaggio nelle pose più strane, tra cui con un AK47 in mano. 

Al secondo posto, a quota 111, troviamo il Gumi Font Symbols di Patricia Pugh, semplici disegni che raffigurano un topolino, una carota, un fiore, due ciliegie, una foglia, il sole, un coniglietto, una farfalla, l'impronta di una zampa, un fiocco di neve...

La licenza è 100% gratis. 

L'autrice ha riempito tutte le caselle dalla A maiuscola alla k minuscola, poi si è stufata e ha riempito le caselle mancanti con le lettere dalla l alla z. 

Boh. 

Il font è stato caricato nel 2022 e da allora ha totalizzato oltre 333mila download. 

Le lettere dell'alfabeto presenti non sono state disegnate apposta, ma sono quelle tratte dal Gumifont, un tipo di carattere con lettere tracciate a mano, con l'aggiunta di qualche cuoricino al posto dei punti o al centro delle controforme. 

C'è solo un terzo font della stessa autrice, l'Heartfullie, una variante dello stesso concetto.

Tutti sono stati caricati lo stesso giorno, prima e dopo non è più successo nulla. 

L'ultimo della lista nella categoria bambini è il Matildas Back To School: una serie di disegni che in qualche modo hanno a che fare con la scuola, dai tratti un po' sottili quindi non adatti ad essere stampati troppo in piccolo. 

Al penultimo posto c'è l'Upirjuli4 di Vaclav Krejci, con scarabocchi di un bambino digitalizzati così come sono: una lumaca, una farfalla, un gatto, uno squalo...

Sempre in ultima pagina compaiono vari lavori di Maelle.K e Thomas Boucherie, con file di pupazzetti di vario genere: tra questi il Toy Stum, dove vediamo un pirata, un uomo con la bombetta, un soldatino, un ninja, un'indiana, uno sceriffo, un pompiere... Un altro è il Matriochkas, con la tipica forma delle bambole-contenitore russe che raffigurano signorine vestite tutte in maniera diversa. 

Anche qui gli autori sono andati avanti fino a un certo punto, poi si sono stufati: le bambole occupano le posizioni dalla A alla O, solo linee nelle maiuscole e anche riempimento nelle minuscole. A questo si aggiungono alcune decorazioni floreali, aggiunte solo nelle maiuscole. Le posizioni da p a z nelle minuscole sono lasciate vuote. 

Dafont accetta anche file incompleti, mentre le piattaforme commerciali si riservano di non pubblicare il file caricato se questo non rispetta alcuni requisiti di base, come appunto la presenza di tutti i caratteri di certi blocchi specifici, nella loro forma giusta o almeno con dei segnaposto. Non tutti i programmi di videoscrittura sanno gestire nello stesso modo i testi in cui sono presenti lettere non supportate dal font, e in certi casi possono succedere cose strane che sarebbe sempre meglio evitare (nel migliore dei casi si sbalza l'interlinea automatica). 

Tra i font curiosi presenti in lista ne noto anche uno religioso: il Noah's Ark di Font Enviroment. Questo è dedicato all'arca di Noè. 

E' presente un'arca, il personaggio di Noè con la moglie, i figli Shem, Ham e Japhaet con le rispettive mogli, alcuni animali tra cui un dinosauro, tre nuvole, il monte Ararat, il sole e un arcobaleno. 

Lo stesso set delle maiuscole è ripetuto identico al posto delle minuscole. 

I disegni sono tutti riempiti di nero (che significa che l'utente può scegliere un colore a piacimento) ad esclusione delle aperture degli occhi, o della finestra sull'arca. 

Nota negativa: tutti i disegni tranne quelli degli animali hanno una didascalia. 

Qual'è il problema? E' che è in lingua inglese quindi i disegni possono essere percepiti come estranei nei Paesi non anglofoni. Un'idea poteva essere quella di presentarli una volta con le scritte e una volta senza, visto che lo stesso set è già ripetuto due volte. 

Il resto del font è riempito di tofu (rettangoli segnaposto) con due eccezioni: al posto della chiocciola c'è il ramo d'ulivo, che pure compare nella storia di Noè; al posto del simbolo del copyright c'è scritto "John 3:16"

Una citazione che riguarda il fatto che Dio ha sacrificato suo figlio per dare la vita eterna a chi crede in lui, che in effetti non ha molto a che vedere con la storia di Noè. Fa solo capire qual è la religione in cui crede l'autore dei disegni. 

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