Le quindici O, Caxton, Gutenberg e il Catholicon

Ho eliminato dal telefono una serie di appunti che non mi servivano, e in mezzo c'è finita anche la pagina in cui avevo segnato una decina di spunti di argomenti da trattare su questo blog. E lì purtroppo non c'è un cestino o un pulsante Ctrl+z per annullare l'operazione.

Erano appunti che avevo preso distrattamente, neanche ricordo di preciso che cosa c'era. A parte una cosa: Le Quindici O, in inglese "The fifteen Os". 

Si tratta di una serie di 15 preghiere cattoliche attribuite a Santa Brigida, vissuta nel Trecento, ma presumibilmente scritte da monache del suo ordine nel Quattrocento. 

La cosa che mi ha colpito particolarmente è il nome con cui sono ricordate: si chiamano Quindici O perché iniziano tutte con la O ("O Gesù..."). 

Il titolo l'ho trovato cercando informazioni sul primo stampatore inglese, William Caxton, che stampò quest'opera nel 1491. 

Su Archive.org si può sfogliare il libro di Caxton, una sessantina di pagine, nella ristampa di un'edizione realizzata nel 1869 da Stephen Ayling con la tecnica della fotolitografia. 

Inizio a girare le pagine e mi stupisco per il tratto molto pulito e i caratteri old english con cui sembra scritto il libro. C'è un capolettera da quattro righe seguito da una lettera maiuscola, e poi testo molto nero, giustificato. 

La conclusione del paragrafo è a punta, con righe allineate al centro e sempre più corte, che si concludono con un ornamento a forma di foglia. 

Ma questa non è la riproduzione del testo di Caxton, bensì dell'introduzione dell'edizione ottocentesca. Basta voltare pagina per finire in un mondo completamente diverso. Ci troviamo davanti a un carattere gotico che è molto differente dall'old english che conosciamo noi. 

Facciamo fatica a leggerlo, sia per la forma delle lettere insolita, sia per le legature presenti (he nella parola Jhesu) sia per la presenza della s lunga. 

Il testo è inserito in una cornice molto goffa, fatta di quattro rettangoli decorati con fiori e foglie, accostati alla meno peggio. 

Nella pagina precedente alla prima, all'interno della cornice c'è un illustrazione della crocifissione. 

Non ci sono altre illustrazioni. Gli elementi della cornice sono diversi da pagina a pagina, e si ripetono senza seguire uno schema preciso. 

A parte il capolettera della prima pagina, da cinque righe, ci sono solo capolettera da due righe. 

Il libro si conclude con due righe che iniziano col simbolo del paragrafo seguito dal testo "By their most humble subget and seruant William Caxton". 

Notiamo che nella parola "William" la prima l è gotica normale, mentre la seconda ha l'occhiello. Anche le b o h hanno l'occhiello. 

Caxton è il primo tipografo inglese. Imparò l'arte da Colard Mansion in Olanda, e a Bruges stampò il primo libro in lingua inglese della storia, Raccolte Delle Storie Di Troia, una traduzione fatta da lui di un'opera in francese. Erano passati meno di vent'anni dalla stampa della Bibbia di Guteneberg. 

Tre anni dopo tornò in Inghilterra dove aprì la prima tipografia sul suolo inglese. Il suo primo libro fu un'edizione dei Racconti Di Canterbury di Geoffrey Chaucer.  

Caxton viene ricordato anche per il contributo che diede alla lingua inglese: all'epoca ogni dialetto aveva parole diverse o scriveva le stesse parole in maniera diversa. Non c'era un punto di riferimento. Caxton fece delle scelte basandosi sul dialetto di Londra, che poi divennero la base per la futura lingua inglese e il modello per tutti gli stampatori. 

Wikipedia in inglese mostra la foto di alcune righe del prologo a un'edizione dell'Eneide del 1490, in cui Caxton racconta l'aneddoto delle uova. Un tale proveniente dal nord dell'Inghilterra si trovava sulla costa meridionale del Paese e chiese delle uova a una donna. Quella gli rispose che non parlava francese. Lui le disse che nemmeno lui lo parlava. Alla fine una persona presente tradusse la richiesta: quelle che l'acquirente chiamava "egges" la donna le chiamava "eyren". 

Scriveva quindi Caxton: "Dunque cosa deve scrivere un uomo al giorno d'oggi: egges o eyren? Certo è difficile accontentare tutti, data la diversità e l'evoluzione della lingua". 

Su Wikipedia si può vedere anche un dipinto di Daniel Maclise del 1851 in cui Caxton dà una dimostrazione di stampa al re Edoardo IV e ai suoi familiari, inclusi parecchi bambini, che si accalcano in maniera disordinata attorno al foglio stampato. 

Il pittore ottocentesco ha raffigurato il torchio di legno, in un angolo si vede il battitore coi mazzi per inchiostrare, sulla destra ci sono i compositori curvi sul tavolo, sulla sinistra altri operai, forse gli incisori, un po' disorientati dai numerosi visitatori che hanno invaso il laboratorio: oltre ai sovrani con abiti sfarzosi si vedono vari soldati con le armature.

C'è anche un'illustrazione quattrocentetsca che raffigura Caxton, ma purtroppo non è ambientata nella stamperia: si vede il tipografo in ginocchio davanti a Margaret di York in una stanza piena di dame e altri personaggi eleganti e dove c'è anche una scimmietta. 

Una illustrazione della visita di Edoardo IV venne pubblicata anche su The Graphic nel 1877. Qui la scena è molto più composta: i sovrani sono a destra, coi bambini che stanno tranquilli al loro fianco e con altri personaggi alle loro spalle. Caxton regge in mano un foglio stampato al centro, a sinistra c'è il torcoliere che sta facendo un certo sforzo per tirare la leva del torchio. In basso a sinistra si intravede il tavolino su cui si inchiostravano i mazzi. 

In nessun font digitale viene indicato Caxton come disegnatore. Questo non significa che i suoi caratteri non siano mai stati digitalizzati. 

Il lavoro migliore che conosco è quello fatto da Shane Brandes nel 2015 per Proportional Lime. Il font si chiama Willie Caxton ed è ispirato a quello usato nelle Canterbury Tales del 1476. 

Nella descrizione si vede qualcosa che sembrerebbe il nome con cui è indicato il carattere in un catalogo generale degli incunaboli tedesco. Riconosciamo la sequenza 120G, dove la G significherebbe gotico e il numero sarebbe la misura in millimetri di 20 righe di testo. 

Corpo 17? Non è grande? 

Su Youtube si può vedere un filmato in cui il curatore della British Library mostra un originale di questo libro, ancora esistente. 

Non dice nulla di specifico sulla dimensione del testo, ma nota che la forma dei caratteri non era quella comune sui manoscritti inglesi: evidentemente Caxton aveva portato dalle Fiandre anche il font che usava. Che non era progettato per la lingua inglese, in cui c'era ancora bisogno della lettera thorn. In assenza, Caxton usava la y, che aveva una forma simile. 

Il video è del 2019. Il libro era esposto in una mostra che raccontava l'evoluzione della scrittura dai geroglifici alle emoji. 

Youtube mi propone l'audio in lingua italiana senza che io l'abbia chiesto. Posso ripristinare l'originale, ma non posso ripristinare il titolo e la descrizione del filmato, che mi vengono proposti dal sito in inglese obbligatorio. Per fortuna i commenti vengono pubblicati in lingua originale... per ora. 

Secondo l'IA di Google la prima edizione dei racconti di Canterbury venne stampata usando il carattere Type2 (135B), dove B sta per bastarda, ossia il nome tecnico con cui viene indicata una scrittura di questo tipo, che altera il gotico librario con caratteristiche provenienti dalle scritture corsive. 

Wikipedia in italiano dice che fu Gutenberg a produrre il primo tipo bastardo tra il 1454 e il 1455. 

L'IA di Google smentisce categoricamente: la Bibbia venne stampata in stile textura. Ma poi aggiunge: "Gutenberg utilizzò un carattere di tipo gotico-bastardo non per la Bibbia, ma per stampare le lettere d'indulgenza del 1454 e successivamente per il Catholicon del 1460". 

Ma Gutenberg non perse il suo laboratorio prima ancora di riuscire a completare la Bibbia? Chi stampò il Catholicon?

Risponde ancora Google: "La risposta a questa domanda è una delle questioni più affascinanti, dibattute e complesse della storia della bibliografia. La paternità dell'opera viene tradizionalmente ed estensivamente attribuita a Johannes Gutenberg. Tuttavia poiché il libro non reca esplicitamente il suo nome, i bibliografi si riferiscono ufficialmente alla sua officina con la dicitura 'Tipografo del Catholicon'". 

Racconta ancora l'IA che copie diverse dello stesso libro risultano stampate su carte con filigrane diverse, prodotte in anni differenti. Una delle ipotesi è che fosse già stata inventata una forma di stereotipia, per cui il testo era memorizzato su blocchi di metallo di due righe ciascuno, che vennero conservati e riutilizzati in occasioni successive. 

Si tratta di una teoria recente avanzata da un americano. Non ci sono prove che la stereotipia fosse stata messa a punto prima del Settecento. 

Un'altra teoria parla di tre stampe contemporanee da parte di stampatori diversi e di caratteri legati insieme in unità da due righe. 

Dice Wikipedia in inglese che un tempo Gutenberg veniva citato in relazione a quest'opera, a causa del fatto che nel colophon viene indicata esplicitamente la città di Magonza. 

L'autore del libro è il genovese Giovanni Balbi, vissuto nel Duecento. 

Una pagina del Catholicon si può vedere sul sito dell'Università di Manchester. 

La forma delle lettere non ha nulla a che vedere con quelle usate da Caxton. 

A dispetto del nome, questo è il primo libro non religioso di dimensione notevole ad essere stato stampato, trattandosi di una combinazione tra dizionario ed enciclopedia latina. 

E' anche il primo libro a citare il luogo in cui è stato stampato, e a riportare anche un riferimento all'invenzione della tecnica tipografica. 

Sul sito inglese  Presscom si può vedere il famoso colophon in lingua latina. All'inizio della quinta riga si può leggere il riferimento alla "urbe maguntina", mentre è meno evidente il riferimento a punzoni e caratteri che si legge nella traduzione inglese.

Cerco un sito italiano che ne parli, e Google me ne consiglia uno che offre solo la trascrizione latina del testo. "Non calami stili aut penne suffragio, sed mira patronarum formarumque concordia proporcione et modulo, impressus atque confectus est", dice l'originale, Google traduce: "E' stato prodotto e realizzato non per mezzo di una canna, di uno stilo o di una penna bensì attraverso una straordinaria armonia di schemi e forme, in termini sia di proporzione che di misura".

"Patronarum formarumque" viene tradotto come "schemi e forme" dall'IA, mentre in inglese si parla direttamente di "punches and types".  

Commenti

Post più popolari