Nobel, Paneuropa, Futura... Font su QSL e autoradio

Ho visto su internet la foto di una QSL, una di quelle cartoline che i radioamatori si spediscono per confermare di essersi ascoltati.

In pratica, mentre su internet un proprio messaggio o video può essere visto in qualunque parte del mondo a costo zero, nella radio è tutto più complicato. Le onde viaggiano a grande distanza solo in alcune ore del giorno, in alcune stagioni, su alcune frequenze. Servono antenne specifiche e ricetrasmettitori adatti. Insomma, non è scontato riuscire a contattare persone nel resto del mondo, serve tempo e impegno. 

Le associazioni concedono diplomi a chi si è impegnato: ce n'è uno per chi ha contattato persone in tutti e cinque i continenti, uno per chi ha contattato almeno 100 Stati, uno per chi ha contattato 750 isole...

A riprova che un collegamento sia veramente avvenuto, i radioamatori coinvolti si inviano l'un l'altro una cartolina di conferma, contenente tutti i dati necessari: data, ora, frequenza, nominativi. Le cartoline possono essere spedite via posta normale, ma più spesso vengono smistate dalle associazioni di appartenenza. 

Ogni cartolina di QSL è un oggetto da collezione: non contiene una semplice tabella coi dati, ma è personalizzata da ogni radioamatore con disegni, fotografie, bandiere, mappe geografiche. Su alcune si può vedere il panorama della città da cui si trasmette, su altre ci sono le foto delle proprie antenne e apparati, su altre ancora ci sono caricature o disegnini simpatici. Le più recenti ahimè contengono immagini generate con l'intelligenza artificiale.  

Possono essere in bianco e nero, o in due colori oppure full color. 

Comunque, anche nel peggiore dei casi, dove le cartoline contengono soltanto testo, sono d'interesse per questo blog per via del carattere tipografico scelto. 

Bene: sulla QSL che ho visto c'era un carattere senza grazie con una f molto stretta e alta.

Ho passato la parola "confirming" a What Font Is ed è uscita la solita lista di caratteri simili. Al terzo posto c'era il Nobel Regular, molto somigliante e col puntino sulla i quadrato. Poco più in basso c'era il Paneuropa 1931 Demi Bold, al settimo posto, col puntino tondo. Autore Roch Modrzejewski, disegnati nel 2022 ispirandosi a un vecchio carattere polacco. 

In entrambi i casi la corrispondenza non è esatta con la cartolina del 1935, dove il tratto discendente della g è rettilineo e orizzontale anziché curvato. 

Il Nobel è stato disegnato da Tobias Frere-Jones, uno dei più famosi disegnatori contemporanei, che ha definito questo carattere un "Futura cucinato in pentole e padelle sporche".

Il disegno originale è di Sjoerd Hendrik de Roos dell'Amsterdam Typefoundry e risale al 1929, due anni dopo il lancio del Futura. 

Il quale si riconosce perché ha una a circolare e una t cruciforme. 

Nel Paneuropa viene fatta la stessa scelta, mentre il Nobel ha una a a due piani e una t con l'estremità inferiore che curva verso destra. 

Sulla cartolina invece c'è una a a due piani. Su un'altra cartolina dello stesso radioamatore che fa uso dello stesso font si vede anche una t che non curva.

Di sicuro c'è una Q con coda orizzontale sulla linea di base e una B con pancia inferiore più piccola di quella superiore, che non corrispondono con nessuno dei font digitali che abbiamo trovato. 

Il Paneuropa si può acquistare su My Fonts, il Nobel sul sito di Adobe. 

Che fornisce di default la traduzione italiana dei contenuti, senza un pulsante per disattivarla. Risultato? Il sito ci informa che "Le luci extra sono state aggiunte da Cyrus Highsmith e Dyana Weisman".

Che bello. Le luci extra. Ma cosa sono?

Probabilmente la descrizione in inglese sta parlando del peso ExtraLight, dove "light" non significa luce ma leggero. 

Quegli imbecilli che hanno messo la traduzione automatica di default non disattivabile non si rendono minimamente conto dell'effetto ridicolo che stanno ottenendo. O l'IA si sbriga a migliorare, o è meglio tornare alla libera scelta da parte dell'utente, il quale dovrebbe sempre avere la consapevolezza di avere attivato contenuti tradotti in maniera sommaria prima di imbattersi in allucinazioni e deliri non richiesti. 

Una curiosità: QSL non è un acronimo, ma una voce del codice Q elaborato ai tempi della telegrafia per riassumere in poche lettere intere domande o risposte. Tutte le voci del codice sono di tre lettere e iniziano per Q. QSL è la sigla che corrisponde a "Hai ricevuto?" o "Ho ricevuto", nelle domande e nelle risposte. 

*

A proposito di radio, mi è capitato di vedere un'autoradio pochi giorni fa ad un raduno di macchine d'epoca. Era montata in una Fiat degli anni Sessanta, una macchina che non mi diceva granché. Mi ha colpito però perché riceveva onde lunghe, medie e corte, ma non la banda dell'FM. Wow. Nessuna delle altre auto presenti montava qualcosa di simile.

Ce n'è una col quadrante simile in vendita in questo momento su Todocolleccion a 90 euro. E' un'Autovox RA 160-7 del 1968. 

Qui ci sono pochi dubbi sul fatto che ci sia lo zampino del Futura nei numeri indicati sul quadrante: l'1 con l'angolo retto e l'estremità obliqua è inconfondibile, come pure il 6 e il 9. Fonts In Use pensa che sia Futura Round Medium. Il Round deriva forse dalla bassa qualità della foto che ho passato, il peso Medium ci potrebbe stare. 

Senonché c'è qualcosa che non va nella M, che ha i fianchi paralleli e il vertice centrale che arriva fino a terra. Ma i tratti non sono compatibili con quelli dei numeri, evidentemente è tratta da un altro font. 

Autovox è stata un'azienda italiana di successo, dal dopoguerra fino agli anni Settanta. 

Su questa radio i numeri con le frequenze erano stampati su un quadrante trasparente, dietro cui scorreva una barretta rossa. A seconda di come era impostato l'interruttore apposito, era l'utente a sapere a quale scala doveva fare riferimento. 

Le tre scale avevano tutte le misurazioni in megahertz, col punto al posto della virgola e senza lo 0 quando questo sarebbe dovuto comparire nella posizione delle unità. I 150 kilohertz sono indicati .15 (0,15 megahertz). 

L'indicazione di che tipo di frequenze si tratta è aggiunta su ogni riga al secondo posto, dopo la frequenza minima: leggiamo L sulla prima riga (onde lunghe), M sulla seconda (onde medie) e... 49m sulla terza, che vuol dire 49 metri, perché anticamente anziché misurare la frequenza si misurava la lunghezza d'onda, che è data dalla velocità della luce in chilometri al secondo (300) diviso la frequenza in megahertz. Anche oggi le bande delle onde corte prendono il nome dalla lunghezza d'onda corrispondente. 

La banda dei 49 metri su questo ricevitore andava da 5,9 a oltre 6,2 megahertz. 

La Rai ha spento tutti i suoi ripetitori in onde medie alcuni anni fa. In alcune parti d'Italia ci sono emittenti locali che continuano a trasmettere su queste frequenze ma possono essere captate solo a livello locale. Per il resto, dalle mie parti si ricevono un paio di emittenti nordafricane, di giorno,  e parecchie emittenti straniere, di notte, dalla Spagna e dai paesi dell'est Europa. Anche in onde lunghe e medie ci sono solo emittenti straniere, il cui segnale arriva debole e disturbato. Questo tipo di trasmissioni subisce non solo disturbi atmosferici, ma anche disturbi da parte delle linee elettriche e dai tanti dispositivi elettronici che si stanno moltiplicando in ogni dove. Anche le apparecchiature presenti sulla macchina stessa possono creare interferenze, tant'è vero che sulle macchine elettriche più moderne la radio non è neanche predisposta per ricevere trasmissioni in AM, con grande disappunto di quelle emittenti che ancora non si sono spostate altrove, che in America per esempio sono tante. La BBC ha spento il suo trasmettitore in onde lunghe pochi mesi fa. Israele ha riacceso le onde medie durante una recente crisi, perché quel tipo di segnale riesce a raggiungere i rifugi in cui la popolazione trova riparo e dove le altre frequenze non si captano. 

Oggi le autoradio hanno display digitali che visualizzano frequenze e informazioni sulle emittenti usando caratteri bitmap se hanno solo un display o font veri e propri se hanno un intero schermo. 

Le ultime radio con quadrante analogico dove il numero era stampato su fondo trasparente e c'era una lancetta sottostante, erano in grado di ricevere la banda FM (88-108 Mhz circa, onde ultracorte), dove trasmettevano quasi tutte le emittenti private, e quella delle onde medie, contrassegnata dalle lettere AM, dove si trovavano soprattutto i canali Rai. 

Il DAB che sta prendendo piede oggi e che dovrà soppiantare l'FM invece è una tecnologia totalmente digitale, che fin dall'inizio ha richiesto una radio col display anziché col quadrante. 

Purtroppo non ho potuto parlare col proprietario dell'auto per chiedere se la sua Autovox funzionava ancora e se era abbastanza sensibile da captare alcune delle poche emittenti rimaste su quelle frequenze.

Sul web si possono vedere altre Autovox d'epoca, alcune delle quali monobanda (solo per le onde medie), altre a quattro bande (onde lunghe, medie, corte ed FM). La Bermuda Ra 163 B prodotta dal 1963 al 1975 che si vede su Wikipedia è praticamente uguale a quella che ho visto io e sempre con le scritte in Futura, ma ha l'FM al posto delle onde corte (e le indicazioni allineate in maniera diversa).

I font usati su alcuni dei modelli che vediamo su internet erano molto rétro, e quindi particolarmente interessanti per quanto ci riguarda.

Uno degli ultimi modelli prodotti prima che l'azienda chiudesse aveva un rudimentale display digitale con numeri a sette segmenti in led rossi (Shuttle 1000, anno 1982). Dice Wikipedia che è stata la prima autoradio al mondo a frequenza diretta, dove non c'era bisogno di ruotare una manopola per arrivare alla frequenza desiderata ma bastava digitare i numeri su un tastierino. Per i numeri e indicazioni varie venne usato un normale sans serif svizzero, nulla di insolito. Leggiamo le lettere L-M-U (lunghe, medie, ultracorte): per le prime due bande la frequenza andava digitata in kilohertz, per la terza in megahertz. 

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